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70 ore di formazione con Giulia Angeloni

+ 50 ore di seminari mensili di approfondimento con:

Ascanio Celestini

Attore e autore

Mi chiamo Ascanio Celestini, figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera. Mio padre rimetteva a posto i mobili, mobili vecchi o antichi è nato al Quadraro e da ragazzino l'hanno portato a lavorare sotto padrone in bottega a San Lorenzo. Mia madre era di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera  da uno che aveva tagliato i capelli al re d'Italia e a quel tempo ballava il liscio. Quando s'è sposata con mio padre ha smesso di ballare. Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera.

 

Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere. Con l'incidente è rimasto grande invalido del lavoro, è andato a lavorare al cinema Iris a Porta Pia. La mattina faceva le pulizie, pomeriggio e sera faceva la maschera, la notte faceva il guardiano. Sua moglie si chiamava Agnese, è nata a Bedero. Io mi ricordo che si costruiva le scarpe coi guanti vecchi. Mio nonno materno si chiamava Giovanni e faceva il boscaiolo con Primo Carnera. Mia nonna materna è nata a Anguillara Sabazia e si chiamava Marianna. La sorella, Fenisia, levava le fatture e leiraccontava storie di streghe.



Racconto e basta!



𝗜𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮

Mi dici una barzelletta, passa il carro funebre dell'eroe, piovono bombe sulla mia casa.

𝗜𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮

Hai scritto il libro da premio nobel, il film che vince l'oscar, l'articolo che sputtana il presidente

𝗜𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮

Domani ti svegli e sei appena nato, è arrivata la primavera, finisce la guerra e Brecht dice che 𝘭𝘦 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘣𝘦𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘷𝘪𝘭𝘭𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘴𝘪 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘯𝘢𝘮𝘰𝘳𝘢𝘵𝘪.

𝗜𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮



Io ricordo

 

La memoria è come le chiavi di casa.

Devo ricordare dove le ho messe ieri perché mi servono oggi che sto rientrando. La memoria è un legame con il passato che ha un senso nel presente. Non è il passato che ritorna per sovrapporsi al tempo che vivo ora. Le chiavi che ho in tasca non evocano il passato, non mi riportano indietro, non provo nostalgia quando le prendo in mano per aprire la porta. La chiave è un oggetto che ha una sua funzione, serve a qualcosa e quando non serve più posso anche buttarla.

 

Io racconto

 

Io racconto quello che vedo.

Devo raccontare sennò mi scordo. Alla fine del viaggio racconto così viaggio due volte, la prima è quella vera, ma la seconda è quella utile.

Io ascolto quelli che raccontano e non faccio differenze tra quello che è tornato a piedi dalla Russia in tempo di guerra e quello che aspetta l’autobus e mi parla del gelato al pistacchio.

Perché la storia è fatta di guerre camminate a piedi, ma la nostra vita è anche il pistacchio. Invece la letteratura è un’invenzione che mette insieme tutto.

E’ la guerra al pistacchio."

Ascanio Celestini attore

Ascanio Celestini

Francesca Camilla D'Amico

Attrice e autrice

E' attrice-narratrice, autrice e Guida Ambientale (AIGAE). Da anni conduce una ricerca indipendente per la raccolta di storie di tradizione orale. Nel 2018 fonda Bradamante Teatro (Pescara). Tra i suoi spettacoli: Maja, storie di donne dalla Majella al Gran Sasso, Paolo dei Lupi, Partigiano Piuma, MondoPane. Tra i progetti principali le Escursioni Narrate in natura, Radio Wolf e podcast: Lama Bianca - Escursione radiofonica (Radio3 Rai e Tratti Doc) e Orsa Minore (Raiplaysound).

Bradamante Teatro
 nasce a Pescara nel 2018. Propone spettacoli, racconti, escursioni narrate, un festival di narrazione, laboratori, eventi site-specific per tessere relazioni culturali e affettive tra teatro e paesaggio, ricostruire geografie interiori, dare voce a chi non ne ha, a quelle storie che restano nel vento e chiedono di essere ascoltate.

Francesca Camilla D'Amico attrice

Francesca Camilla D'Amico

Il richiamo del selvatico

Narrazione orale, racconto della natura e storie di vita. Un laboratorio per costruire una storia attraverso l’oralità, alla ricerca della scintilla poetica che innesca l'urgenza di raccontare una storia. Tema dei nostri racconti sarà il rapporto tra animali umani e non umani, tra ciò che abbiamo addomesticato e ciò che resta selvatico. Ogni partecipante sarà invitato a
inventare e condividere una storia partendo dalla propria esperienza del mondo selvatico. Paura, curiosità, empatia, identificazione, sono alcune delle parole chiave che ci serviranno da innesco per preparare il fuoco delle storie, in questo breve ma intenso workshop.

Alessio Lega

Cantautore

 

12 album all’attivo, due volte Targa Tenco, è considerato uno dei principali autori della sua generazione, ma al contempo egli è uno studioso e uno storico della canzone d’autore (7 libri di argomento musicale), un didatta ed un apprezzato conferenziere.



La canzone, arte teatrale
Alessio Lega

Molti pensano sbrigativamente che la canzone sia un’arte eminentemente musicale. Un manipolo di appassionati ritiene che la vera canzone, quella detta “d’autore”, si caratterizzi principalmente per le parole e dunque sia una poesia contemporanea. Ma la canzone è innanzi tutto teatro: un testo che nasce da un ritmo preciso, rime che scandiscono i tempi, melodia che crea l’ambiente, l’accompagnamento che è la scenografia, i gesti essenziali di chi suona.

 

Nel primo dei due appuntamenti del nostro seminario-laboratorio analizzeremo le performance dei maestri della canzone: gli interpreti di Brecht e Weill, il cabaret tedesco, la grande tradizione francese degli attori-cantanti Montand, Brel, Aznavour, fino ad arrivare al teatro canzone di Gaber, al cubismo isterico di Jannacci, all’apparente trasandatezza di Guccini, all’immobile ipnotismo di de André…

 

Nel secondo ci sarà spazio per la performance a tutti i livelli: chi è in grado di suonare si accompagnerà, chi canta potrà cantare un brano (proprio o altrui), chi non si sente pronto per cantare in pubblico dovrà simulare un playback. La precisione, il ritmo, il fraseggio, l’economia dei gesti, sono doti essenziali dell’attore - anche di colui che si dedica esclusivamente alla prosa - e la canzone è un esercizio utilissimo per sviluppare una commedia o un dramma in cinque minuti.

Alessio Lega

Cesare Bermani

Storico

Cesare Bermani è una delle figure più importanti della ricerca storica, sociale e antropologica del Novecento italiano. Autore di migliaia di testi tra libri, articoli, testi e spettacoli, è riconosciuto come l’esponente di spicco di una tradizione di ricerca basata sull’utilizzo delle fonti popolari. È stato curatore di molti dischi di canto popolare e sociale (per I Dischi del Sole), redattore e anche direttore – nell’ambito del lavoro di riproposta spettacolare dei canti tradizionali – della rivista “Il nuovo Canzoniere Italiano”.



È stato anche coautore di testi teatrali legati all’attività di ricerca sul campo: "Altri vent’anni", a cura di Cesare Bermani e Ivan Della Mea; "Ci ragiono e canto, rappresentazione popolare in due tempi su materiale originale curato da Cesare Bermani Franco Coggiola" con regia di Dario Fo; "La grande paura. Settembre 1920. L’occupazione delle Fabbriche. Materiale raccolto da Cesare Bermani, Gianni Bosio, Franco Coggiola".



È stato fondatore dell’Istituto Ernesto De Martino per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare, ed è il più importante archivio italiano di testimonianze sonore sul mondo popolare e operaio, nell’ambito del quale ha svolto un intensa attività di ricerca su molti aspetti del mondo popolare e operaio (dalle tradizioni popolari alla cultura di fabbrica), specializzandosi nella raccolta delle “storie di vita” ed essendo tra i primi storici in Italia a utilizzare a fini storici le narrazioni orali.

Cesare Bermani

Cesare Bermani

Gabriele Genovese

Attore e autore

Gabriele Genovese, laureato in Scienze del Territorio
e della Comunicazione presso l’università IULM di Milano con una tesi sul Teatro di Narrazione, lavora a Milano con compagnia A.T.I.R. di Serena Sinigaglia. Matura in questo contesto esperienze comeconduttore di laboratori per bambini, anziani e diversamente abili già negli universitari. Segue la masterclass La casa delle scuole di teatro al
Piccolo Teatro di Milano e il master di Mimmo Sorrentino all’interno del progetto con utenti disabili Gli Spazi del Teatro. Si diploma nel corso attori dell’Accademia Teatrale Veneta dove studia tra gli altri con Gigi Dall’Aglio, Paola Bigatto, Karina Arutyunyan, Michele Casarin, Vladimir Granov, Josè Sanchis Sinisterra e Andrej Leparski.

 

Nel 2014 fonda con Elisabetta Carosio Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro. prendendo parte ai lavori di compagnia U.N.O, Streghe, Figli di chi, Dayshift in qualità di attore e drammaturgo.
 Collabora tra Ottobre 2013 e Dicembre 2014 con E.R.T. Emilia Romagna Teatro per i progetti Raccontare il Territorio e Beni Comuni ideati e condotti da Claudio Longhi. Lavora nel Progetto Ligabue a cura di Mario Perrotta. Scrive e interpreta Brevi giorni e lunghe notti. Storie di straccioni, di porci e di re con cui la compagnia vince il premio Direction Under 30; è tra i finalisti al premio Hystrio alla vocazione 2015.
 Conduce laboratori di scrittura narrativa, recitazione e
movimento scenico per diverse scuole di teatro e per
scuole medie superiori di Milano. Collabora con aziende sul territorio milanese per corsi di comunicazione e public speaking.

Gabriele Genovese attore

Gabriele Genovese

Nazional Popolare - La mia storia nella memoria collettiva

Lo studio degli avvenimenti e dei fenomeni socio-culturali in riferimento ad un tempo ed un luogo, che per sintesi definisco NAZIONAL-POPOLARE, è uno degli strumenti utili per costruire una narrazione teatrale. Lo spazio d’applicazione di questo strumento, che è uno studio/ricerca, si trova sia in sede di composizione del testo sia in fase performativa. In relazione alla narrazione principale proposta dagli allievi, cercheremo il maggior numero di informazioni possibile rispetto al territorio e al periodo di riferimento in cui è inserita la narrazione.

 

Cosa succedeva in quegli anni dal punto di vista politico? Geopolitico?
 Quali gli avvenimenti sportivi?
 Quali erano le mode e le tendenze? 
Qual era il singolo più ascoltato? Chi vinse San Remo in quell’anno? La musica, la moda, la tecnologia, la scienza in quegli anni?
Ed io, dove ero quando accadde quello che sto raccontando? Queste alcune delle possibili domande che ci porremo durante il laboratorio, con l’intento di arricchire la nostra narrazione, sia testualmente che in azione sul palco. Un modo per utile per tenere ancorati gli ascoltatori alla nostra affabulazione.

Flavia Ripa

Attrice, musicista, sound designer

Artista multidisciplinare: attrice, chitarrista, autrice, sound designer, si diploma al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma come Sound Engineer e alla Scuola di Teatro “Alessandra Galante Garrone”come Attrice di Prosa. Segue inoltre il lavoro di formazione e ricerca di Giacomo Veronesi (regista e pedagogo all’Accademia di Musica e Teatro Tallinn) da 10 anni. Muove i primi passi come chitarrista nella band post-rock Nevae di Roma (2005). Lavora come attrice con il Teatro del Buratto, Chronos 3, Le Brugole & co, Cà Luogo D’arte,  di cui cura la composizione musicale di brani cantati e suonati dalla medesima.

 

Collabora come attrice e arrangiatrice nel 2017 con Chiara Verzola, nello spettacolo Grrrosa (New York, Philadelphia)  sulla figura di Rosa Balistreri e con Roberta Lidia De Stefano per Cosa Beveva Janis Joplin?,testo di Magdalena Barile. Ha all’attivo due spettacoli di cui è autrice e compositrice dell’intero repertorio musicale: Santi, Balordi e poveri cristi, co-autrice assieme a Giulia Angeloni, (menzione speciale al Premio Scintille 2014, premio Eceplast 2015, Nomination Special Off Roma Fringe 2015 ), e Attilio, 2020, è un dispositivo teatrale autogestito a livello sonoro e recitativo (Premio delle Arti Lidia Petroni 2018 e menzione speciale al Premio Scintille 2019).

 

Di questo concepisce un Ep della colonna sonora tra cui “Si vive bene al sud” che vede pubblicazione del videoclip per la regia di Umberto Petrocelli. Fa inoltre parte della scuderia di Sounzone in qualità di producer musicale e presta la voce come speaker per spot e audiolibri. Conduce con le Brugole &co la trasmissione comica “Le 4 grazie”. Al cinema è la protagonista di MAI, un film di Giulio Poidomani, lavoro ispirato a l’Avventura di Antonioni.

flavia ripa attrice e musicista

Flavia Ripa

Suono come sono

Un breve workshop dedicato all’esplorazione della scrittura personale attraverso la dimensione uditiva. Il tema della scrittura è la nostalgia. Possiamo raccontare questa dimensione attraverso i suoni? La nostalgia ci riporta a vivere in un luogo che non esiste più o che è lontano, rende cioè vicino ciò che è lontano nel tempo e nello spazio. Quante volte questo accade attraverso sensazioni sonore? Vecchie canzoni, nenie, jingle alla tv, suoni d’ambiente che come magia ci riportano a galla sensazioni di situazioni storie e avvenimenti o immagini che paiono nascoste dentro qualche parte della nostra memoria emotiva.

 

Quante volte dei suoni d’ambiente, delle vecchie canzoni, dei jingle della tv, o delle storie raccontateci, tornano a infestare sinesteticamente la nostra vita? Siamo totalmente permeabili alla dimensione uditiva, e raccogliamo più stimoli di quello che sappiamo e di cui siamo coscienti. Diventarne coscienti significa collocare nella scrittura di storie, anche elementi sonori, che danno tridimensionalità al racconto e anche alla Sua messa in scena. Cercherò attraverso l’esplorazione uditiva di far emergere dettagli più coinvolgenti e tridimensionali dei racconti.Ed esploreremo le possibilità del suono di avere una funzione determinante anche nella performance.

Francesca Cassottana

Attrice, regista, analista del movimento LBMS

Si diploma alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Continua successivamente la sua formazione al Laban Istitute nel metodo Laban/Bartenieff e nel biennio di Danza sensibile con Claude Coldy. Partecipa alla Biennale College Teatro con Jakop Ahlbom. Si interessa anche alla scrittura applicata alla scena incontrando Liv Ferracchiati ed Elena Bucci.  Partecipa al Festival off di Avignone con Mistero Buffo e altre storie Regia di Massimo Navone. Recita come attrice anche in FEDRAH regia di Miche Di Mauro, nel Festival di drammaturgia contemporanea SOTTO LO SGUARDO DELLE MOSCHE di Michel Bouchard, in BLATTE Regia Di Girolamo Lucania. Spettacolo vincitore del bando “ORA! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative”. 

 

In STRANI-OGGI e DONNE Spettacoli di Simone Schinocca. Come danzatrice e performer si esibisce negli spettacoli BODY IN URBAN SPACES Cie Willy Dorner e in RIFLESSI DURANTE LA CADUTA di Luca Campanella. È regista degli spettacoli  FRIDA, UN NASTRO INTORNO ALLA BOMBA, di cui è anche autrice e interprete, e CHE SI TROVINO MALE di Giulia Angeloni. Dal 2021 è fondatrice della compagnia I franchi, collettivo multi-disciplinare che lavora su tematiche contemporanee. 



Il Corpo Metafora – Dalla parola all’immagine viva
Questo workshop di teatro esplora la potenza della metafora trasformata in immagine corporea, individuale o collettiva. Attraverso esercizi di improvvisazione fisica, i partecipanti impareranno a tradurre concetti, emozioni e simboli in forme visive e dinamiche, creando quadri scenici che parlano senza bisogno di parole. L’immagine diventa portatrice di senso, capace di evocare storie, emozioni e pensieri nello spettatore. Il corpo diventa motore narrativo e poetico, spazio in cui l’invisibile prende forma e diventa esperienza condivisa.



Francesca Cassottana attrice e formatrice

Francesca Cassottana

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