


Uno spettacolo che interroga il bisogno umano di intimità, appartenenza e comunità, mettendo in scena il paradosso di un mondo pieno di possibilità relazionali e povero di legami autentici.

Come ci si sente davvero quando si è soli?
/// Andrea, cresciuta a sensi di colpa e cous cous di verdure, si è chiusa in casa. Non è un gesto eroico, né una tragedia.
È solo che a un certo punto il suo mondo ha cominciato a fare troppo rumore.


___ Nella sua tana entra Matilde, armata di cellulare con la torcia accesa e un sarcasmo pronto all’uso. Mangia insalata dalla busta e prende treni che non dovrebbe prendere. Porta pioggia.

Eccole in una situazione bizzarra, un COUS COUS PARTY che indaga il fragile confine tra solitudine e desiderio di contatto. Teatro, video, suono e luci trasformano lo spazio, portandoci nell’intimità delle protagoniste con inglesismi e ironia.
___ In realtà c’è anche francese e nerdismi.



"Cous Cous party" è uno spettacolo che racconta l’incontro tra due donne: un’artista che sceglie di isolarsi dal mondo e un’assistente sociale abituata a prendersi cura degli altri.
Il loro rapporto nasce all’interno di uno spazio domestico che diventa luogo di confronto, resistenza e possibile vicinanza.
L’attesa del cous cous fa da filo conduttore all’azione scenica, trasformando un gesto quotidiano in un tentativo concreto di relazione.

Le luci ricreano un'atmosfera intima mentre le proiezioni creano un ponte verso l’esterno.
Tra dialoghi, silenzi e momenti di ironia, lo spettacolo indaga il confine tra solitudine e bisogno di connessione, mettendo in discussione ruoli, identità e il senso stesso dello stare insieme.


